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		<title>La cambusa</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 22:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>misman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Normalmente, la cambusa (il cibo e le bevande che si acquistano e si imbarcano per la crociera) è competenza degli ospiti-allievi: specialmente nel periodo estivo, durante il quale fra lo sbarco di una &#8216;ciurma&#8217; e l&#8217;imbarco della successiva intercorrono appena poche ore, questa diventa una condizione essenziale. Conviene imbarcare le cose pesanti e ingombrati, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gaeasail.wordpress.com&amp;blog=6094864&amp;post=533&amp;subd=gaeasail&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Normalmente, la cambusa (il cibo e le bevande che si acquistano e si imbarcano per la crociera) è competenza degli ospiti-allievi: specialmente nel periodo estivo, durante il quale fra lo sbarco di una &#8216;ciurma&#8217; e l&#8217;imbarco della successiva intercorrono appena poche ore, questa diventa una condizione essenziale.<br />
</em></p>
<p><em>Conviene imbarcare le cose pesanti e ingombrati, e tutto ciò che non deperisce in fretta, tutto quanto assieme, all&#8217;inizio della crociera: un&#8217;unica grande spesa al supermercato, quando è possibile, che fra l&#8217;altro è molto più conveniente dei negozietti sulle isole. (Di solito) poi, si imbarca il tutto da una banchina comoda, si stiva con razionalità e non ci si pensa più per tutta la crociera. </em></p>
<p> </p>
<h2><span style="color:#666699;">Qualche indicazione</span></h2>
<p> </p>
<p>—  <strong>Acqua</strong>: quella dei serbatoi della barca non è potabile, o anche sì ma sa del cloro che ci si aggiunge; dunque, in barca si beve acqua in bottiglia, punto. D&#8217;estate, calcolare una bottiglia (da un litro e mezzo) al giorno a persona (per sei giorni fa una confezione da sei bottiglie a testa): effervescente o non, a piacere; l&#8217;esperienza insegna che avanza sempre qualche bottiglia di acqua liscia, mai nessuna frizzante! Fra l&#8217;altro, l&#8217;acqua non troppo &#8216;oligo&#8217; è migliore perché reintegra meglio i sali che perdiamo con la sudorazione. </p>
<p>— <strong>Altre bevande</strong>. In barca si beve molto volentieri tè freddo in bottiglia e succhi di frutta: abbondate piuttosto che non. Al vetro (fragile, pesante, poco pratico &#8211; in barca, si intende), preferite bottiglie di PET e lattine, ed evitate le confezioni tipo tetrapack non richiudibili: nei frigoriferi si rovesciano sistematicamente.</p>
<p>Vino, birra e altri alcolici, ovviamente, a piacere; se il vino è buono anche lo skipper è felice e per l&#8217;occasione tira fuori persino dei calici veri : )  </p>
<h4>— <strong>Cibo</strong>.  <span style="font-weight:normal;"><em>Esperienza: in barca, col caldo e specialmente nelle giornate in cui si naviga piuttosto che stare fermi all&#8217;ancora, finisce che si &#8216;spilluzzica&#8217; durante il giorno, e ci si mette a tavola soltanto la sera, e la mattina. </em></span></h4>
<p><strong>Colazione</strong>: le abitudini alimentari per il primo pasto del giorno sono davvero le più molteplici, personali e svariate: l&#8217;indicazione dunque è &#8216;de gustibus&#8217;: ampia libertà! </p>
<p>Si tenga presente che in barca c&#8217;è il forno, utile ad esempio per rianimare tetre brioches di sacchetto, che in questo modo diventano commestibili e fanno proprio piacere, e per tostare fette di pane. </p>
<p>Latte: ideale quello fresco microfiltrato: è buono e si conserva sufficientemente a lungo. </p>
<p>Burro: meglio quello in barattolo richiudibile, fra l&#8217;altro dura molto di più perché non si ossida. </p>
<p><strong>Aperitivi, spuntini</strong>: come detto, l&#8217;esperienza suggerisce di puntare a un menù diurno fatto di spuntini, aperitivi, insalate, crudité, frutta, merende, piuttosto che a una tavola tradizionalmente imbandita a metà giornata, col caldo che &#8211; a volte &#8211; fa.</p>
<p>Dunque, è consigliabile abbondare nell&#8217;acquisto di salumi, formaggi, pesce affumicato o sotto sale (quest&#8217;ultimo, ottimo fra l&#8217;altro a prevenire il mal di mare), alimenti spalmabili a piacere e relativi &#8216;supporti&#8217; come crackers (perfetti i &#8216;Granetti&#8217; e i &#8216;Crostini&#8217;, ad esempio, eccellenti i &#8216;Wasa&#8217; di farina di segale); oltre, naturalmente, al pane. </p>
<p><strong>Pane</strong>: meglio le pagnotte dei panini, si conservano più a lungo e funzionano  meglio per gli spuntini. Mancando il pane fresco, una buona  soluzione sono le focacce o le baguette semi-cotte (confezionate), da infornare. </p>
<p><strong>Ortaggi</strong>: finocchi carote ravanelli e affini, più se ne portano in pozzetto (il luogo in cui si sta di solito durante la navigazione), crudi e puliti, e più se ne mangiano. Frutta, idem. </p>
<p><strong>Insalata</strong>: meglio i cespi interi (cappuccina, radicchio) che i sacchetti. Occupano meno spazio, durano svariati giorni (basta eliminare le foglie più esterne) e si lavano benissimo con l&#8217;acqua di mare; oltre a costare un quinto dell&#8217;insalata confezionata. </p>
<p>Patatine pistacchi eccetera, ovviamente a piacere. </p>
<p>Ma in ogni caso, sempre, de gustibus. </p>
<p><strong>Pr</strong><strong>imi piatti</strong>: pensate a una cucina svelta e poco laboriosa: insalate di pasta e di riso, pomodorini, mozzarella, pesto (discreto, fra quelli industriali, il Buitoni), bottarga, sughi pronti: meglio, molto meglio se fatti in casa e imbarattolati!. </p>
<p>Il <strong>pesce</strong> cerchiamo di procurarcelo da noi: è uno dei &#8216;giochi&#8217; di Gaea! In caso di sfortuna con traina e fiocina, nelle isole c&#8217;è sempre modo di procurare qualche bel pesce, freschissimo e che non arriva da chissà dove in businnes class&#8230; </p>
<p><strong>Scatolame</strong>: bene farne una piccola scorta: tonno, carne in scatola (eccellente nelle insalate), legumi, pomodori (ottimi i &#8216;pomodorini&#8217; Cirio), alici sott&#8217;olio, eccetera eccetera eccetera. </p>
<p><strong>Ingredienti che non devono mancare mai</strong>: limoni, prezzemolo, basilico, sedano, aglio, cipolla. </p>
<p>Altro, davvero a piacere. </p>
<p> </p>
<h2><span style="color:#666699;">Raccomandazioni</span></h2>
<p><em>Prima di fare la spesa concordate con lo skipper l&#8217;eventualità di acquistare pasta, aglio e cipolla, scatolame, tè e caffè, zucchero, carta igienica eccetera: è tutta roba che in genere avanza, è sciocco sovraccaricarsi inutilmente e avere problemi di spazio a bordo. </em></p>
<p><strong>Bicchieri</strong>: il vino buono, quando possibile, lo beviamo nel vetro; ma, ad esempio in navigazione, i calici restano al sicuro nello stipetto apposito e dobbiamo accontentarci della plastica. Sono banditi i bicchieri bianchi. Scriviamo i nostri nomi col pennarello e cerchiamo di non sprecarne, costano un po&#8217; di più ma usiamo bicchieri trasparenti! </p>
<p><strong><em>Proibito</em></strong> imbarcare aceto balsamico (quello industriale, quello finto, si intende)! A fine stagione ce n&#8217;è sempre una collezione di bottigliette e lo smaltimento è complicato. Piuttosto, andate sul sito di Andrea Bezzecchi  &#8211; <a href="www.acetaiasangiacomo.com"><span style="color:#000000;text-decoration:none;">www.acetaiasangiacomo.com</span></a> &#8211; e regalatevi una boccetta di vero balsamico &#8211; che per la legge si distingue dal prodotto dozzinale per l&#8217;aggettivo &#8220;tradizionale&#8221; -, rara alchimia di natura e antichi saperi umani. Per chi si intende un po&#8217; di barche, balsamico industriale sta a &#8216;plasticone&#8217; Bavaria come &#8216;tradizionale&#8217; sta a Swan 65&#8242;, la barca dei sogni per un velista vero, o, che so, a un kech d&#8217;epoca di Sangermani in fasciame doppio di mogano. Due o tre gocce di &#8216;tradizionale&#8217; fatte cadere su di una fettina sottile di pesce appena pescato e sfilettato, sono come il paradiso.</p>
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