La cambusa

28 maggio 2009

Normalmente, la cambusa (il cibo e le bevande che si acquistano e si imbarcano per la crociera) è competenza degli ospiti-allievi: specialmente nel periodo estivo, durante il quale fra lo sbarco di una ‘ciurma’ e l’imbarco della successiva intercorrono appena poche ore, questa diventa una condizione essenziale.

Conviene imbarcare le cose pesanti e ingombrati, e tutto ciò che non deperisce in fretta, tutto quanto assieme, all’inizio della crociera: un’unica grande spesa al supermercato, quando è possibile, che fra l’altro è molto più conveniente dei negozietti sulle isole. (Di solito) poi, si imbarca il tutto da una banchina comoda, si stiva con razionalità e non ci si pensa più per tutta la crociera. 

 

Qualche indicazione

 

—  Acqua: quella dei serbatoi della barca non è potabile, o anche sì ma sa del cloro che ci si aggiunge; dunque, in barca si beve acqua in bottiglia, punto. D’estate, calcolare una bottiglia (da un litro e mezzo) al giorno a persona (per sei giorni fa una confezione da sei bottiglie a testa): effervescente o non, a piacere; l’esperienza insegna che avanza sempre qualche bottiglia di acqua liscia, mai nessuna frizzante! Fra l’altro, l’acqua non troppo ‘oligo’ è migliore perché reintegra meglio i sali che perdiamo con la sudorazione. 

Altre bevande. In barca si beve molto volentieri tè freddo in bottiglia e succhi di frutta: abbondate piuttosto che non. Al vetro (fragile, pesante, poco pratico – in barca, si intende), preferite bottiglie di PET e lattine, ed evitate le confezioni tipo tetrapack non richiudibili: nei frigoriferi si rovesciano sistematicamente.

Vino, birra e altri alcolici, ovviamente, a piacere; se il vino è buono anche lo skipper è felice e per l’occasione tira fuori persino dei calici veri : )  

Cibo.  Esperienza: in barca, col caldo e specialmente nelle giornate in cui si naviga piuttosto che stare fermi all’ancora, finisce che si ‘spilluzzica’ durante il giorno, e ci si mette a tavola soltanto la sera, e la mattina. 

Colazione: le abitudini alimentari per il primo pasto del giorno sono davvero le più molteplici, personali e svariate: l’indicazione dunque è ‘de gustibus’: ampia libertà! 

Si tenga presente che in barca c’è il forno, utile ad esempio per rianimare tetre brioches di sacchetto, che in questo modo diventano commestibili e fanno proprio piacere, e per tostare fette di pane. 

Latte: ideale quello fresco microfiltrato: è buono e si conserva sufficientemente a lungo. 

Burro: meglio quello in barattolo richiudibile, fra l’altro dura molto di più perché non si ossida. 

Aperitivi, spuntini: come detto, l’esperienza suggerisce di puntare a un menù diurno fatto di spuntini, aperitivi, insalate, crudité, frutta, merende, piuttosto che a una tavola tradizionalmente imbandita a metà giornata, col caldo che – a volte – fa.

Dunque, è consigliabile abbondare nell’acquisto di salumi, formaggi, pesce affumicato o sotto sale (quest’ultimo, ottimo fra l’altro a prevenire il mal di mare), alimenti spalmabili a piacere e relativi ‘supporti’ come crackers (perfetti i ‘Granetti’ e i ‘Crostini’, ad esempio, eccellenti i ‘Wasa’ di farina di segale); oltre, naturalmente, al pane. 

Pane: meglio le pagnotte dei panini, si conservano più a lungo e funzionano  meglio per gli spuntini. Mancando il pane fresco, una buona  soluzione sono le focacce o le baguette semi-cotte (confezionate), da infornare. 

Ortaggi: finocchi carote ravanelli e affini, più se ne portano in pozzetto (il luogo in cui si sta di solito durante la navigazione), crudi e puliti, e più se ne mangiano. Frutta, idem. 

Insalata: meglio i cespi interi (cappuccina, radicchio) che i sacchetti. Occupano meno spazio, durano svariati giorni (basta eliminare le foglie più esterne) e si lavano benissimo con l’acqua di mare; oltre a costare un quinto dell’insalata confezionata. 

Patatine pistacchi eccetera, ovviamente a piacere. 

Ma in ogni caso, sempre, de gustibus. 

Primi piatti: pensate a una cucina svelta e poco laboriosa: insalate di pasta e di riso, pomodorini, mozzarella, pesto (discreto, fra quelli industriali, il Buitoni), bottarga, sughi pronti: meglio, molto meglio se fatti in casa e imbarattolati!. 

Il pesce cerchiamo di procurarcelo da noi: è uno dei ‘giochi’ di Gaea! In caso di sfortuna con traina e fiocina, nelle isole c’è sempre modo di procurare qualche bel pesce, freschissimo e che non arriva da chissà dove in businnes class… 

Scatolame: bene farne una piccola scorta: tonno, carne in scatola (eccellente nelle insalate), legumi, pomodori (ottimi i ‘pomodorini’ Cirio), alici sott’olio, eccetera eccetera eccetera. 

Ingredienti che non devono mancare mai: limoni, prezzemolo, basilico, sedano, aglio, cipolla. 

Altro, davvero a piacere. 

 

Raccomandazioni

Prima di fare la spesa concordate con lo skipper l’eventualità di acquistare pasta, aglio e cipolla, scatolame, tè e caffè, zucchero, carta igienica eccetera: è tutta roba che in genere avanza, è sciocco sovraccaricarsi inutilmente e avere problemi di spazio a bordo. 

Bicchieri: il vino buono, quando possibile, lo beviamo nel vetro; ma, ad esempio in navigazione, i calici restano al sicuro nello stipetto apposito e dobbiamo accontentarci della plastica. Sono banditi i bicchieri bianchi. Scriviamo i nostri nomi col pennarello e cerchiamo di non sprecarne, costano un po’ di più ma usiamo bicchieri trasparenti! 

Proibito imbarcare aceto balsamico (quello industriale, quello finto, si intende)! A fine stagione ce n’è sempre una collezione di bottigliette e lo smaltimento è complicato. Piuttosto, andate sul sito di Andrea Bezzecchi  – www.acetaiasangiacomo.com – e regalatevi una boccetta di vero balsamico – che per la legge si distingue dal prodotto dozzinale per l’aggettivo “tradizionale” -, rara alchimia di natura e antichi saperi umani. Per chi si intende un po’ di barche, balsamico industriale sta a ‘plasticone’ Bavaria come ‘tradizionale’ sta a Swan 65′, la barca dei sogni per un velista vero, o, che so, a un kech d’epoca di Sangermani in fasciame doppio di mogano. Due o tre gocce di ‘tradizionale’ fatte cadere su di una fettina sottile di pesce appena pescato e sfilettato, sono come il paradiso.

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